Direttore Sanitario
STEFANIA PILONI Medico specialista in Ostetricia e Ginecologia | Docente all’Università degli Studi di Milano • Medicina Naturale • Medicina Complementare

Ginecea Studio Medico


Le stanze di Ginecea

Ginecea

In greco antico, “Ginecea (Γυναικεια)” erano le “cose delle donne”, genericamente e in particolare “gli spazi, gli appartamenti delle donne”. La casa greca, infatti, prevedeva che ci fossero spazi più interni o isolati riservati esclusivamente alle donne, dove esse trascorrevano la maggior parte della loro esistenza, poiché non potevano accedere agli spazi pubblici se non in occasioni particolari e molto regolate (alcune feste religiose, per esempio). “Ginecea” era, quindi, lo spazio in cui le donne erano relegate, ma diveniva sovente anche il luogo in cui potevano stringere alleanze, discutere fra loro, confrontarsi, tramandare l’una all’altra storie, competenze, saperi.
Nella storia della cultura occidentale, molto spesso gli spazi che sono stati assegnati alle donne sono divenuti poi, in alcuni casi, luoghi all’interno dei quali esse hanno potuto dedicarsi ad attività “proibite” o hanno potuto giocare un ruolo differente da quello loro attribuito. I monasteri femminili, per esempio, in epoca medioevale erano gli unici spazi all’interno dei quali le donne ebbero accesso alla lettura e alla scrittura, attività altrimenti loro vietate.
All’interno degli spazi concessi, le donne si sono tramandate anche saperi da loro elaborati: basti pensare ai saperi sul parto, che per lungo tempo furono prerogativa solo femminile e che si tramandavano di generazione in generazione, o ai saperi legati all’arte erboristica e della farmacia, che erano arti conosciute e perfezionate dalle donne.

a cura di
Gabriella Seveso 
Docente di pedagogia
Università degli studi di Milano